Progetti

ECUADOR

Rinnovare l’azione sociale della Chiesa attraverso lo sviluppo umano integrale

INIZIO: giugno 2015

FINE: maggio 2018

FINANZIATO DA: Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e Caritas Ecuador

ONG COINVOLTE: CELIM BERGAMO, VARIE ONG FOCSIV + PARTNER LOCALE (CARITAS ECUADOR)

Obiettivo

Il progetto “Ecuador: Rinnovare l’azione sociale della chiesa attraverso lo sviluppo umano integrale” ha come obiettivo generale “promuovere un modello di formazione e di azione basato sullo Sviluppo Umano Integrale che partendo dalle premesse etiche e sociali, rinnovi e arricchisca le capacità di accompagnare efficacemente le comunità più emarginate nella trasformazione delle loro condizioni di vita attraverso il raggiungimento della sovranità alimentare delle famiglie e il miglioramento della salute, promuovendo attività socio-produttive per aumentare le loro fonti di reddito, favorendo l’associazionismo e la cittadinanza attiva, attraverso un lavoro di rete a livello nazionale e territoriale/locale, a livello di giurisdizioni ecclesiali.”

Luogo

La provincia di Cotopaxi è una delle provincie della Sierra dell’Ecuador. L’ultimo censimento del 2011 fissa il numero della popolazione in 409.205 abitanti, di cui 51.5% donne. Le fasce d’età più numerose sono quelle comprese fra 0 e 14 anni mentre esiste una forte diminuzione, dovuta per lo più alla migrazione verso le città per motivi di studio o dovuti alla ricerca di lavori migliori, nella fascia d’età dai 20 ai 40 anni.

Alla diminuzione della percentuale di popolazione nelle fasce d’età produttive, la provincia del Cotopaxi affianca una importante fetta della popolazione indigena, il 24.1%, che appartiene al Pueblo Panzaleo, in crescita rispetto al censimento precedente del 2001 quando la sua percentuale era del 22.1%. La popolazione indigena, insieme alla popolazione femminile, rappresentano i gruppi più esclusi dallo sviluppo sociale e umano che l’Ecuador sta vivendo negli ultimi anni. Sempre grazie ai dati dell’ultimo censimento 2011 è possibile osservare come su una popolazione femminile in età lavorativa di 166.048 donne, solo il 42.9% sia impiegata in qualche attività economica, attività che nella maggior parte dei casi sono collegate all’agricoltura e/o a lavori elementari, come venditori ambulanti, domestiche o braccianti occasionali. In generale, sia donne che uomini, hanno difficoltà a trovare lavori più qualificati, riversandosi poi su lavori occasionali che non permettono alle famiglie di ottenere un livello di reddito degno.

La parrocchia di Puerto Limón è una parrocchia rurale del cantone di Santo Domingo, nella provincia di Santo Domingo de los Tsáchilas. La sua popolazione è di 8.833 abitanti. I residenti di questa zona si dedicano all’agricoltura e all’allevamento.

La maggior parte dei terreni coltivati (72%) della parrocchia proviene da piccole unità produttive, di dimensioni inferiori ai 5 ettari, come per esempio le coltivazioni di: pomodori, limoni, ananas, papaya, yucca, caffè e avocado. Il prodotto più importante è la banana. La zona è conosciuta anche per l’allevamento e per la produzione di latte e carne di ottima qualità. La malnutrizione cronica tra bambini e bambine di età inferiore ai 3 anni è del 25%.

Il progetto

Il progetto vuole promuovere, nelle giurisdizioni ecclesiali coinvolte, nuclei di riflessione e azione che, basandosi sulla filosofia dello Sviluppo Umano Integrale, accompagnino le comunità rurali coinvolgendole nella trasformazione delle loro condizioni di vita, garantendo la sovranità alimentare delle famiglie e la loro salute integrale, migliorando gli ingressi familiari e le loro attività produttive, rafforzando l’associazionismo e la cittadinanza attiva.

Il progetto, senza trascurare l’importante compito della formazione ispirata alla Dottrina Sociale della Chiesa, vuole dotare i leader comunitari, principalmente giovani e donne, degli strumenti necessari sia per lo sviluppo integrale delle comunità, sia per la formazione tecnica specifica che permetta di migliorare la gestione produttiva e la commercializzazione di prodotti agricoli e non.

Una prima fase di identificazione delle comunità, effettuata attraverso uno studio approfondito delle realtà sociali già esistenti, dalle esperienze produttive alle reti commerciali ed istituzionali, è risultata fondamentale per il coinvolgimento diretto delle diverse comunità, coinvolgendole sin dal primo momento nella definizione delle reali necessità presenti all’interno dei territori.

Nell’anno 2016 si sono andate consolidando e ampliando le attività iniziate nell’anno precedente e nello specifico la costituzione di un gruppo di volontarie della comunità che saranno accompagnate, coordinate e supervisionate nelle fasi di organizzazione e realizzazione delle attività di sensibilizzazione e formazione delle comunità rispetto alla sicurezza alimentare, l’implementazione delle iniziative di commercio solidale delle quali siano beneficiari i piccoli produttori della parrocchia e delle iniziative agricole con approccio agro-ecologico (rotazione delle coltivazioni) come possibilità alternativa di produzione, consumo e vendita di alimenti sani nel contesto della sicurezza e della sovranità alimentare. Partecipazione alle Ferie locali.

 

BOLIVIA: Una goccia di salute

FINANZIATO DA: Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Diocesi di Bergamo, Diocesi di Brescia e di Gubbio

Obiettivo

Prendersi cura dei pazienti in forma completa, garantire una migliore assistenza sanitaria alla popolazione residente nell’area rurale di El Alto, coinvolgendo assistenti sociali, volontari nazionali e internazionali, catechisti, missionari laici, personale sanitario e autorità locali che vivono e lavorano in nove parrocchie delle Diocesi. In tal senso, si è provveduto a realizzare visite domiciliari mensili con le realtà sanitarie della Chiesa Cattolica e dello Stato Boliviano. Tra gli obiettivi specifici portati avanti, si rammentano: lo studio e la presa di contatto con le realtà sanitarie dell’area rurale e l’offerta sanitaria disponibile nell’area urbana; la collaborazione tra ospedali, consultori e parrocchie dell’area rurale e l’offerta sanitaria presente nell’area urbana; l’individuazione di giorni di visita mensili nelle differenti parrocchie e missioni per curare i pazienti, fare educazione sanitaria e appoggiare il lavoro del personale già attivo; l’accompagnamento del paziente, trasferito per problemi di salute in città, seguendolo durante il ricovero e il trattamento a domicilio, aiutando i familiari; costruzione di reti comuni volte a stabilire ospedali e consultori   parrocchiali e statali, case di accoglienza, unità di cure palliative etc.

Luogo

La popolazione coinvolta nel progetto è rappresentata da tutti gli abitanti delle nove parrocchie situate nell’altipiano boliviano di El Alto, segnatamente: Parrocchia Virgen de la Natividad Santiago de Huata Prov. Omasuyos; Parrocchia Virgen de la Natividad Peñas Prov. Los Andes; Parrocchia Virgen de la Nieve Ambana y Chuma Prov. Camacho; Parrocchia San José Escoma Prov. Camacho; Parrocchia Santa Cruz Carabuco Prov. Camacho; Parrocchia San Pedro Moco Moco Prov. Camacho; Parrocchia San Miguel Italaque Prov. Camacho, Parrocchia Exaltación de la Cruz Titicaci Prov. Muñecas Parrocchia San Lorenzo Ayata Prov. Muñecas.

 

 

BURKINA FASO: Progetto “Risorsa Acqua”

La proposta di questo nuovo progetto “Risorsa Acqua” nasce dalla continuazione e sviluppo di un progetto e azioni di accompagnamento, “Terra – Formazione – Lavoro”, iniziato nel 2006 che ha visto coinvolti l’Organizzazione Nord-Sud Onlus, Celim Bergamo Ong, la Cooperativa SO.G.CAM di Gouran (Burkina Faso) e l’Organizzazione Burkinabè della Lombardia che hanno lavorato sul tema specifico dello sviluppo orticolo sui terreni di pertinenza della cooperativa SO.G.C.A.M. nella valle del Sourou (Burkina Faso).

  • 2006 – 2009 progetto cofinanziato dalla Regione Lombardia
  • 2009 – 2014 azioni di accompagnamento formativo e supervisione attività (attività finanziate da fondi privati)

Bando MAE giugno 2016:

  • progetto “Risorsa Acqua” non valutato per l’inserimento della Valle del Sourou in zona rossa ISIS

Ottobre 2016:

  • incontri con la Congregazione dei Fratelli della Sacra Famiglia di Chieri per una possibile collaborazione sulla continuità operativa del progetto

Dicembre 2016:

  • acquisto e invio a Gouran di un generatore elettrico e una motosaldatrice su finanziamento del CRAL UBI Banca

Febbraio 2017:

  • partecipazione CELIM come partner ai progetti PAFAO e CEDEAO presentati dalla Cooperativa SOGCAM. Per la prima volta la Cooperativa ha presentato dei progetti per l’autofinanziamento allo sviluppo delle proprie attività

COLLABORAZIONE CON LA CONGREGAZIONE DEI FRATELLI DELLA SACRA FAMIGLIA. Preso atto delle opportunità che la Congregazione presenta con la propria presenza e attività formative e produttive presenti in Burkina Faso e le difficoltà del Celim nel continuare la propria collaborazione con la Cooperativa SOGCAM di Gouran, Burkina Faso, per problemi di accessibilità nel territorio della Valle del Sourou dichiarata zona rossa si conviene quanto segue:

1-      Formazione Giovani della Cooperativa:

La Congregazione mette a disposizione 5 posti di formazione pratica in carpenteria e meccanica presso il Centro Sacra Famiglia di Saaba, laboratori di falegnameria, carpenteria e meccanica per la produzione di pompe “Volanta”.

Restano da definirsi presso lo stesso centro i tempi di formazione e i costi.

2-      Laboratorio di carpenteria e meccanica della cooperativa SOGCAM di Gouran:

Attualmente il laboratorio è sprovvisto di impiantistica e attrezzature (esiste solo la struttura).

Celim Bergamo si impegna alla messa in funzione del laboratorio con l’allestimento degli impianti e la fornitura di tutta l’attrezzatura. La Congregazione assume la gestione e il funzionamento del laboratorio con la produzione di attrezzature agricole e pompe a pedali e relativa formazione del personale locale.

Da definirsi in sede locale i rispettivi impegni e tempi di attivazione.

3-      Trasformazione di prodotti agricoli:

Dato l’interesse reciproco per la trasformazione dei prodotti agricoli, inizialmente il pomodoro, Celim Bergamo e la Congregazione della Sacra Famiglia con i Centri locali interessati, si impegnano alla costruzione e finanziamento di un progetto comune per l’allestimento di laboratori e strutture per la trasformazione del pomodoro, essiccazione e produzione di salsa di pomodoro.

 

BOLIVIA: Piccoli semi, Grandi opportunità

INIZIO: gennaio 2015
FINE: dicembre 2016

DURATA: 2 anni

ONG COINVOLTE: ASPEM Onlus (capofila), FRATELLI DELL’UOMO, CELIM BERGAMO

FINANZIATO DA: Fondazione Cariplo, Comune di Milano, Regione Lombardia

Obiettivo

Obiettivo generale è quello di contribuire alla sicurezza alimentare e allo sviluppo locale delle comunità rurali dei dipartimenti di Tarija e Cochabamba.

Obiettivo specifico è quello di promuovere l’agricoltura ecologica e biointensiva dell’amaranto e del mais, nelle Comunità rurali di Tarija e Cochabamba, incrementandone la produzione, il consumo, la trasformazione e la vendita attraverso la formazione e il consolidamento di associazioni di produttori locali ed attraverso uno scambio di saperi con l’Italia.

Luogo

La Bolivia è uno dei 15 paesi più biodiversi al mondo, leader nella certificazione di foreste tropicali naturali nonché uno dei 12 paesi con la più ampia superficie dedicata all’agricoltura biologica: tuttavia i modelli di produzione intensiva che si sono andati imponendo, basati sulla monocoltura e finalizzati all’esportazione pongono in serio pericolo il patrimonio genetico agricolo. Ne consegue un impatto negativo sulla qualità della vita dal punto di vista della salute, dell’alimentazione e dell’identità culturale. Negli ultimi anni in Bolivia molti piccoli produttori hanno deciso di ritornare ad una produzione agro-ecologica conforme alle proprie tradizioni, in un’ottica di sostenibilità integrale: produttiva, ambientale, economica e familiare. I piccoli semi sono l’Amaranto e il Mais. Il Mais è il protagonista delle attività del Celim: esso è da secoli alla base alimentare dell’America Latina e di alcune aree dell’Europa, anch’esso con elevate proprietà nutritive può essere consumato direttamente o trasformato e viene utilizzato anche per generare energia. In Italia una specie di mais, il mais spinato, nasce proprio nelle terre lombarde ed in particolare ad Astino.

La zona di intervento del Celim è Cochabamba, uno dei dipartimenti più poveri della Bolivia. La media della popolazione che vive in situazione di povertà corrisponde al 55%, considerando solo gli abitanti della zona rurale, questa percentuale aumenta in modo drammatico. In queste zone infatti il 91% della popolazione vive in situazioni di povertà o estrema povertà. La zona di Cochabamba è anche chiamata “granaio della Bolivia” rievocando la sua trazione agricola. Il clima relativamente temperato rispetto alla zona dell’Altipiano presenta condizioni favorevoli per l’agricoltura permettendo la coltivazione di mais e altri tipi di colture.

Il progetto

l progetto vuole garantire la sicurezza alimentare degli abitanti delle comunità rurali di Tarija e Cochabamba, attraverso la promozione dell’agricoltura biologica sostenibile e la salvaguardia della biodiversità, concentrandosi sulla coltivazione di amaranto e mais, colture tradizionali di queste zone che negli anni sono state dimenticate o non adeguatamente valorizzate. In quest’ottica il progetto si propone di riattivare la produzione di amaranto e di mais biologico con criteri di sostenibilità ambientale aumentandone quantità e qualità, risolvendo le problematiche legate alla loro coltivazione e promuovendone la diffusione e la vendita, incentivando la partecipazione attiva e diretta degli abitanti della zona. L’intervento è in linea con il Piano del Ministero dell’Agricoltura Boliviana volto a promuovere lo sviluppo rurale e agricolo, integrale e sostenibile con enfasi sulla sicurezza alimentare, attraverso la creazione di meccanismi di partecipazione sociale e locale.

A chiusura del progetto le ONG ASPEm Onlus, Celim Bergamo e Fratelli dell’Uomo in collaborazione con l’Orto Botanico di Bergamo, l’Istituto CREA e l’Azienda Ecozema hanno presentato il seminario con workshop “Biodiversità e cooperazione: alla scoperta delle ricchezze del mais e della natura”.

Il progetto ha coinvolto, in Bolivia e in Lombardia, associazioni, istituzioni e cittadinanza in numerose attività all’insegna della valorizzazione delle tradizioni locali attraverso il recupero di mais e amaranto. La giornata si è articolata in attività interattive per grandi e piccoli. Dopo la presentazione dei lavori e la restituzione dei contenuti del progetto condotto dalle tre Ong, il workshop ha permesso di scoprire il patrimonio della biodiversità e delle sue ricchezze, grazie al contributo dei relatori Mauro Apostolo – Ecozema, Gabriele Rinaldi – Orto Botanico di Bergamo e il tecnico ricercatore dell’Istituto CREA Paolo Valoti. Gli esperti hanno presentato un dialogo aperto sui temi della sostenibilità ambientale, della sovranità alimentare e della cooperazione internazionale.