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Recensioni

Titolo: Progettare oggi il mondo di domani. Ambiente, economia e sostenibilità

Autore: John Thackara

Anno di pubblicazione: 2017

Editore: Postmedia Books

Esiste un’alternativa ad un’economia che distrugge la natura nel nome di una crescita infinita? La risposta di John Thackara è ‘sì’! Grazie ad una vita trascorsa viaggiando, nel suo libro Thackara descrive come in tutto il mondo si stiano creando economie alternative reali, casi pratici che tentano di risolvere le sfide a cui è sottoposto il nostro pianeta: il cambiamento climatico, la povertà, la mobilità, la produzione di cibo, il consumo del suolo. In ogni capitolo l’autore ci presenta chi – da Bali al Brasile, da Dehli alla California- dedica la propria vita a risolvere in modo creativo annose problematiche come la decontaminazione del suolo, la protezione dei fiumi e del verde, la tutela di semi e piante, pendolari del cloud e corrieri e-bike, l’agricoltura biologica e nuovi sistemi di alimentazione, biodegradabilità e nuove forme di pagamento, mobilità e turismo ecosostenibili. Questo libro descrive pratiche sociali realmente alternative che rifiutano il possesso, il denaro e l’idea di una crescita senza limiti.

John Thackara (nato il 6 agosto 1951 a Newcastle upon Tyne) ha una formazione da filosofo e anni di esperienza da giornalista. Autorità riconosciuta a livello internazionale per l’innovazione e la green economy. Per Business Week è “una delle più autorevoli voci per la sostenibilità” mentre Mylene Van Noort sul Wall Street Journal ne ha rimarcato la sua “reputazione internazionale come esperto di design all’avanguardia”. Inglese, vive da anni nel sud della Francia e si definisce un narratore di professione. Viaggia per il mondo per raccogliere testimonianze sul modo in cui le persone si stanno organizzando per costruire un futuro ecosostenibile. Da trent’anni osserva la nascita di reti e comunità in tutto il mondo, scrivendone nei suoi libri, al Royal College of Art di Londra, alla Musashino Art University a Tokyo e sul suo blog, “Doors of perception”, diventato punto di riferimento per il tema dell’ecosostenibilità.

 

Titolo: Valori in gioco. Riflessioni sulla dimensione etica della competenza interculturale

Autore: Sonia Claris

Anno di pubblicazione: 2015

Editore: QuiEdit

Il testo intende analizzare la dimensione etico-valoriale della competenza interculturale, a partire dal modello di Darla Deardoff, che offre una rappresentazione dinamica della prospettiva interculturale. In un’epoca complessa e disorientata come l’attuale, di fronte alle nuove sfide legate ai processi di globalizzazione, si ripercorrono i sentieri battuti nel corso dei tempi della riflessione morale, a partire dal mondo antico. Le questioni di fondo e le variegate posizioni vengono ricostruite in sintesi, al fine di comprendere il senso e ricercarne la fruibilità teorico-pratica alla prova della competenza interculturale. Termini quali ‘attitudini ad agire’, rispetto, curiosità, apertura, fiducia, empatia e reciprocità, tolleranza dell’ambiguità sono riscoperti nella loro natura intrinsecamente etica, oltre la veste psicologica di cui si ammantano solitamente e con cui si intrecciano. In fondo, la competenza interculturale, senza una dimensione etica fondata e compresa all’interno di una visione antropologia, che ne diventa il motore ed il fine, può facilmente diventare uno strumento neutro o trasformarsi in un’arma strategica che ognuno può impiegare come meglio crede, in modo arbitrario e pertanto non sempre finalizzato al bene di tutti e di ognuno.

Sonia Claris è dirigente scolastica. Laureata in pedagogia e filosofia, dottore di ricerca in scienze dell’educazione e della formazione, ha approfondito l’ambito della pedagogia sociale e interculturale promuovendo ed organizzando corsi per insegnanti ed educatori, laboratori, attività di ricerca in ambito universitario e scolastico. Tra le pubblicazione si ricordano A scuola di intercultura, Educazione della competenza interculturale, Filosofia e pedagogia del dialogo.

 

Titolo: Il diritto a un reddito di base. Il welfare nell’era dell’innovazione

Autore: Giuseppe Bronzini

Anno di pubblicazione: 2017

Editore: Edizioni Gruppo Abele

“La nuova dimensione dell’umano esige una diversa misura giuridica, che dilata l’ambito dei diritti fondamentali della persone”                                                                                                      Stefano Rodotà

Il dibattito sul diritto universale a un reddito di base è tornato a crescere soprattutto nel biennio 2015-2017, questo perché sta diventando “un principio di organizzazione sociale intuitivo e irrinunciabile così come lo sono diventati, in altre epoche storiche, l’abolizione della schiavitù o il voto delle donne”. Questa trasformazione rispecchia un cambiamento nel quadro dei diritti delle persone e del concetto di dignità umana inteso soprattutto come diritto delle persone “ad autodeterminarsi nelle scelte senza mortificare o ridimensionare i propri piani di vita, in connessione sempre più stretta con una libertà individuale  e collettiva che potrebbe oggi trovare nuove aperture e realizzazioni in quegli spazi di interazione che l’innovazione ha reso maggiormente aperti e praticabili”. Il reddito di base, infatti, viene erogato a tutti i cittadini di una determinata comunità politica indipendentemente dalle condizioni economiche o occupazionali di chi lo riceve, con lo scopo, secondo i neo-contrattualisti, di garantire la freedom from want, ovvero “la tutela di un minimo vitale per proteggere la dignità di ognuno e così assicurare condizioni accettabili di eguaglianza di opportunità e, quindi, di partecipazione al gioco sociale e democratico”.

Il libro ripercorre i recenti sviluppi del dibattito sul Basic Income e sulle esperienze istituzionali innovative che stanno nascendo in Europa. Nello specifico analizza le cause della crescita di attenzione e interesse verso questo tema; sintetizza la proposta della garanzia di un minimo vitale (ius existentiae); ripercorre il processo di istituzionalizzazione della misura del reddito minimo garantito; riprende il nesso tra reddito minimo e lavoro, per arrivare, negli ultimi capitoli, a ricostruire la situazione in Europa, con l’ipotesi di un european social pillar lanciata dalla Commissione europea nel 2017, e in Italia, quest’ultima tra i primi paesi in Europa ad avere incrementato maggiormente il numero di poveri, con i tassi tra i più alti di disoccupazione giovanile e con il più alto numero di neet. Conclude con alcune proposte concrete sul “che fare”.

Giuseppe Bronzini, magistrati, consigliere presso la sezione lavoro della Corte di cassazione, è socio fondatore dell’associazione Basic income network. Tra i suoi numerosi scritti: Diritti sociali e mercato globale, Rubbettino, 2007; Le prospettive del welfare in Europa, Viella, 2009; Il reddito di cittadinanza. Una proposta per l’Italia e per l’Europa, Edizioni Gruppo Abele, 2011.