Un compleanno alla Ciudad de los Niños
Racconti dal Servizio Civile
Avete presente le feste di compleanno? Immaginatevi quelle tipiche feste dei bambini, al pomeriggio, con palloncini, decorazioni, giochi, balli e risate. Provate a fermarvi un attimo a pensare a questa immagine, magari scavando nei ricordi dell’infanzia e cercando di riportare alla memoria le sensazioni, le emozioni. Tenetevi stretto questo ricordo o questa fantasia, vi servirà tra un attimo.
Siamo Monica, 25 anni di Lallio (BG) e Zandalee, 23 anni di Vittorio Veneto (TV), due volontarie del Servizio Civile Universale che, con l’appoggio di Celim Bergamo, lo scorso agosto sono partite per un’esperienza di volontariato di un anno in Bolivia, a Cochabamba, alla Ciudad de los niños. Sono già due mesi e mezzo che ci troviamo alla Ciudad, e per quanto la nostra esperienza sarà ancora molto lunga, intensa e ricca di avventure da scoprire, in questo breve tempo abbiamo già vissuto e sperimentato molte cose diverse, che, già adesso lo possiamo dire, hanno arricchito la nostra vita.
Perché vi parliamo di feste di compleanno? Per prima cosa, perché qui alla Ciudad de los niños sono ospitati moltissimi bambini e ragazzi; quindi, inevitabilmente i compleanni sono un evento molto ricorrente: già a pochi giorni dal nostro arrivo abbiamo potuto vivere questi piccoli momenti di festa ma che sono anche diventati parte della quotidianità della nostra esperienza qui. Fin da subito, quindi, abbiamo sperimentato le feste di compleanno boliviane e, nel raccontarvele, ci sembrano anche un ottimo modo per cercare di farvi capire come è stata, finora, la nostra esperienza di volontariato.
In una tipica festa di compleanno boliviana, ovviamente, il festeggiato o la festeggiata invita i suoi ospiti con anticipo, magari recapitando un invito colorato e decorato, con tutte le indicazioni della festa. Una cosa che abbiamo scoperto fin da subito, è che se sull’invito è segnato un orario, bisogna calcolare che la festa vera e propria inizi almeno un’oretta dopo. Se ci si presenta in orario (e, da buone italiane, l’abbiamo fatto e continuiamo a farlo), inevitabilmente ci si trova da soli con i padroni di casa, che magari sono ancora impegnati a preparare tutto. Ma anche questo fa parte dell’esperienza. All’inizio, quindi, c’è un momento di attesa, in cui ci si cerca di ambientare in una casetta nuova, conoscendo i bambini che vi abitano, presentandosi, parlandoci e ingannando il tempo con qualche scherzo o gioco.
Ecco, appena arrivate, è stato proprio così: i primi giorni sono stati momenti di attesa, di assestamento, di presa di misura degli spazi e delle persone intorno a noi. Ci siamo prese del tempo per conoscere, per ambientarci, per presentarci come “novità” a una struttura che ha i suoi ritmi, le sue abitudini e che funziona perfettamente anche senza la nostra presenza, cercando di entrare in relazione con tutte le persone che la costituiscono, come una grande famiglia: bambini, ragazzi, educatrici, personale, volontari. E ciò che un po’ ci ha stupito, perché non era scontato, è l’accoglienza che ci è stata riservata da tutti: fin da subito siamo state circondate da sguardi curiosi, sorrisi, risate, disponibilità ad aiutarci e a capirci anche quando, inizialmente, parlavamo davvero poco la loro lingua, lo spagnolo. Fin da subito siamo state circondate da affetto, gioia, voglia di stare insieme, e questo ci ha catturato già dai primi giorni.
In seguito, quando gli ospiti iniziano ad arrivare e la festa di compleanno inizia a entrare nel suo vivo, con una bella musica boliviana in sottofondo, scelta dal festeggiato, di solito ci si inizia a sedere al lungo tavolo preparato per l’occasione. Ognuno trova il suo posto, scambiando chiacchiere e risate con i vicini, e a quel punto si inizia anche a mangiare: patatine, popcorn, dolcetti, gelatina e bevande speciali, come la coca-cola, che si bevono solo nelle occasioni di festa. Ovviamente, il festeggiato è seduto a capotavola e dietro di lui o lei ci sono le decorazioni appese apposta per la festa.
Ecco, anche noi, dopo i primi tempi, abbiamo iniziato a trovare il nostro posto all’interno della Ciudad de los niños, costruendoci una quotidianità e scoprendo a quali attività fossimo chiamate. La maggior parte del nostro tempo lo passiamo con i bambini e i ragazzi, facendoli giocare, aiutandoli con i compiti o proponendo loro alcune attività, artistiche, manuali o sportive. Altre volte invece diamo una mano in alcune delle attività di cui la struttura si occupa, come l’orto, la falegnameria o la consegna degli alimenti. Altre volte ancora stiamo nelle casette con i bambini, sia come ospiti quando ci invitano a pranzo o a cena, sia come sostitute delle educatrici. Tutte queste “cose” che facciamo, nella pratica, ci hanno permesso di vivere moltissime esperienze insieme ai bambini e ai ragazzi che ci sono qui, entrando in relazione con loro, conoscendoli uno per uno con i loro caratteri, le loro particolarità, i loro sogni. E anche questo, ancora una volta, ci ha fatto sentire accolte e parte di questa grande e nuova famiglia che abbiamo trovato.
Il momento più importante di una festa di compleanno, come si può pensare, è il momento della torta, che qui in Bolivia ha tutto un suo rituale: una torta bellissima e tutta decorata viene posta di fronte al festeggiato, con le candeline accese. Da tutti gli ospiti viene cantata la canzone di buon compleanno, che ha lo stesso motivetto della versione italiana ma che qui viene cantata due volte, con due velocità diverse. Al termine della canzone il festeggiato pensa a tre desideri che può esprimere e, una volta pensati, soffia le candeline. A questo punto tutti gli invitati intonano “Che morda la torta, che morda la torta” e il festeggiato è chiamato a mordere davvero un pezzettino di torta, immaginiamo come gesto di buon auspicio. La parte divertente, se il festeggiato ha amici un po’ dispettosi, viene quando qualcuno si pone dietro il festeggiato e, al momento del morso, gli spinge con delicatezza la faccia nella torta e il festeggiato si trova con dei bei baffi di panna! Ripulito e sistemato, prima di mangiare la torta, il festeggiato passa da tutti gli invitati a ringraziarli e abbracciarli. Infine, ovviamente, si aprono i regali e poi tutti liberi tra giochi e balli tutti insieme.
Tutta questa gioia, questo divertimento, questa voglia di stare insieme è ciò che stiamo trovando in tutti i piccoli attimi di quotidianità che stiamo vivendo qui alla Ciudad de los niños. Ogni esperienza è diversa ma ugualmente ricca e speciale, ogni momento vissuto con qualcuno, che sia lavoro, gioco, studio o una chiacchiera nel tempo libero diventa sempre un momento unico, una piccola grande festa che cerchiamo di tenerci stretta per non dimenticarla troppo presto. E poi gli abbracci, gli abbracci sono forse quel singolo gesto di affetto che riceviamo di più nelle nostre giornate, e ogni abbraccio è un mattoncino nuovo che consolida le nostre relazioni e che al tempo stesso rafforza la nostra esperienza e la nostra convinzione di aver preso la decisione giusta, venendo qui.
Abbiamo cercato di raccontarvi come sono le feste di compleanno in Bolivia, ma la realtà dei fatti è che poi, alla fine, sono tutte diverse le une dalle altre, ed è proprio quell’unicità, quell’imprevedibilità che ti spinge sempre a partecipare, non sapendo mai davvero a cosa andrai incontro ma sapendo che, in ogni caso, sarà qualcosa di bellissimo. Ed è proprio con questo stesso spirito che ci accingiamo, adesso, a vivere i mesi che ci aspettano, con tanta curiosità e voglia di scoprire qualcosa di nuovo, di farci sorprendere dall’ignoto, cercando di vivere ogni momento nel modo più profondo possibile e portandoci a casa una valigia piena zeppa di ricordi e di racconti. Perché, già lo sappiamo, questa esperienza di volontariato in Bolivia ci cambierà profondamente, e non potremmo essere più contente di così.
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