L’inizio del Servizio a Riberalta
Racconti del Servizio Civile
La mia avventura con il servizio civile è iniziata nel mense di ottobre insieme a Cristina, una volta atterrate in Bolivia abbiamo visitato brevemente Santa Cruz e dopo qualche fermata in diversi aeroporti siamo finalmente arrivate nella calda e rossa Riberalta. Luogo che abbiamo visto per un paio di settimane prima di spostarci a Trinidad il capoluogo di regione del Beni, per poter fare richiesta del visto e del carnet; la nostra permanenza nel capoluogo è stata caratterizzata da lunghe camminate alla scoperta della città insieme alle nostre accompagnatrici di fiducia Marilin e Juliet e da pomeriggi piovesi che hanno portato a qualche piccolo problema tecnico, come l’allagamento delle camere, subito risolto dalle persone del luogo ormai avvezze a questi piccoli disagi. Una volta tornate nella città rossa abbiamo iniziato a metterci al lavoro prima scoprendo i servizi che portava avanti il vicariato sul territorio come l’appoggio scolare, il CEIL (comunità educativa del Pando) e gli istituti scolastici all’interno dei quali lavora. Nei primi giorni di novembre è finalmente iniziato il lavoro vero e proprio dove abbiamo dovuto metterci in gioco e tirare fuori tutte le nostre competenze; la prima sfida che abbiamo affrontato è stato la scuola Nostra Señora del Carmine I, istituto all’interno del quale sono presenti bambini dai quattro ai diciotto anni, suddivisi in kinder (4-6 anni), educación primaria (6- 12 anni) e infine educación secondaria (12-18 anni). In questo istituto la mia strada con Cristina si è divisa io mi occupavo di lavorare con gruppi di bambini di secondo e terzo grado facendo lavori di supporto nella parte prettamente educativa, quindi concentrandomi sul miglioramento delle capacità di lettura, scrittura e calcolo mentre lei si occupava di lavorare con gruppi di adolescenti e preadolescenti che presentavano problemi di gestione emotiva. Questo lavoro è stato particolarmente impegnativo poiché il sistema educativo boliviano è molto diverso da quello italiano sotto molti punti d vista, partendo dalla gestione delle ore scolastiche arrivando ai metodi didattici utilizzati. La seconda sfida che ci si è presentata è stata l’appoggio scolastico Cristo Rey nel quale però siamo state inserite come supporto all’equipe educativa già presente. In questo servizio si trovavano ragazzi dai cinque ai dodici anni suddivisi in due corsi in base all’età: Santa Teresita (9-12) e San Martin (5-8). Le attività proposte erano di potenziamento didattico suddiviso in linguaggio e matematica. Il nostro apporto è stato nell’aiutare le professioniste con la loro attività ordinaria e proponendo anche nuove idee come: un work shop sulla violenza di genere in tutte le sue forme, giochi didattici e proposte più ludiche come giochi di squadra (è particolarmente piaciuto il lupo mangia frutta).

Il nostro primo esperimento di fare matematica attraverso il gioco dell’oca
Il mese di dicembre è invece iniziato con la riunione annuale del vicariato del Pando che si è svolta sotto forma di convivenza sulle sponde del lago Tomichuqua, durante questa settimana abbiamo avuto la possibilità di conoscere tutti gli attori coinvolti nel lavoro del Vicariato su tutto il territorio e soprattutto la sua visione e i suoi obiettivi futuri.

Riflessione dell’equipe educativa e spirituale Cristo Rey alla convivenza in Tumichuqua
Infine è iniziato forse il lavoro più complesso e lungo che ci ha visto coinvolte nella creazione dei taller di verano ovvero attività estive nate sulla falsa riga dei centri estivi italiani, proposti a bambini e ragazzi dai sei ai quindici anni in due luoghi differenti, l’appoggio scolastico e il Centro Pastoral Nuestro Señor de los Milagros guidato dalla congregazione delle suore guadalupane. Questi “centri estivi” sopperivano alla mancanza di proposte presenti sul territorio nel momento estivo, per sponsorizzare il progetto abbiamo passato diverse giornate visitando le famiglie spiegando la nostra proposta, questo ci ha permesso di coinvolgere un gran numero di bambini, circa centocinquanta tra le due sedi. I laboratori proposti sono stati: poesia, pittura e danza a Cristo Rey mentre cucina, arte e danza al Centro Pastoral. Personalmente ho potuto sperimentami nei taller di poesia e di cucina lavorando con bimbi completamente differenti e provando tutta l’ebbrezza di gestire un gruppo di piccoli scalmanati pronti a mangiarsi tutto quello che stavano cucinando mentre lo stavano preparando.

Prodotti del laboratorio di poesia

Festa finale delle attività estive
Terminate le attività svolte sul campo mi sembra importante spendere un paio di parole sull’esperienza di convivenza che ho sperimentato e che ancora sto sperimentando. Integrarsi con le persone boliviane non è semplice soprattutto quando il tuo viso parla ancor prima delle parole mostrando tutta la differenza che c’è tra i vostri mondi; per questo a volte le mura di casa sono diventate un porto sicuro dove poter ritrovare un poco se stessi e dove poter fare domande per cercare di capire il mondo al di fuori. Prima ancora però di diventare un porto sicura la casa è stato un luogo di conoscenze, di confronti non sempre piacevoli e di ricerca di equilibri. Equilibri sconvolti da partenze e da nuovi arrivi che ogni volta dovevano mescolarsi e adattarsi, adattarsi alle persone ma anche alle nuove scoperte provenienti dal mondo esterno alcune piacevoli altre difficili da accettare. Grazie a questa esperienza sto conoscendo una lingua e una cultura nuova ma anche me stessa.
Nicole Di Palma
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