Educazione allo Sviluppo
(EaS) è un binomio affermatosi negli anni '80
in Italia e in Europa per definire e indicare in modo ampio e
generale le attività generatrici di processi di apprendimento
(educazione, formazione, sensibilizzazione) fortemente connessi con
la Cooperazione allo Sviluppo. Inizialmente pensata e
realizzata soprattutto nel contesto dell'Educazione formale,
in collaborazione tra le scuole e le ONG di cooperazione, l'EAS ha
ampliato il suo ambito di lavoro all'educazione permanente lungo il
corso della vita.
Le organizzazioni impegnate
nell'educazione allo sviluppo caratterizzano il loro intervento in
ambito specifico. I principali argomenti trattati negli interventi
di educazione allo sviluppo riguardano: i rapporti Nord/Sud del
mondo, l'immigrazione, i diritti umani, l'esclusione e la non
discriminazione, l'ambiente, il volontariato, la cooperazione
internazionale, il commercio equo e la finanza etica.
Durante il Forum EaS di Concord (European NGO
Federation), il 20 Novembre 2004, le ONG presenti
hanno adottato la seguente definizione: "Leducazione allo
sviluppo è un processo di apprendimento attivo, fondato sui
valori della solidarietà, delluguaglianza, dellinclusione e
della cooperazione. Essa permette di superare lo stadio iniziale
della presa di coscienza delle priorità internazionali in
materia di sviluppo umano, poiché apre lo sguardo sulla
comprensione delle cause e degli effetti delle questioni globali e
richiama allimpegno personale e allazione collettiva e
concertata. LEAS incoraggia la piena partecipazione di tutti i
cittadini allo sradicamento della povertà nel mondo ed alla
lotta contro lesclusione. Essa mira a promuovere politiche
nazionali e internazionali più eque e sostenibili a livello
economico, sociale, ambientale ed in materia di diritti
umani."
L'educazione allo
sviluppo si pone, quindi, come obiettivo quello di
aiutare le giovani generazioni a partecipare attivamente alla
trasformazione del mondo che li circonda. In questa linea il
Celim Bergamo ha lavorato nei 45 anni della sua esistenza e
lavora oggi per sviluppare percorsi che sviluppino empatia tra i
giovani italiani e i giovani nei paesi in via di sviluppo,
adottando una prospettiva interculturale che valorizza le
diversità e costruisce il dialogo tra i popoli.
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